Nov 29, 2016 - Libri    No Comments

W Piccole Donne

Stamani Google mi ha ricordato che è l’anniversario della nascita di Louisa May Alcott: 184 anni fa è nata quella che sarebbe divenuta l’autrice di uno dei più grandi romanzi che abbia mai letto, “IL” libro per eccellenza della mia infanzia.

“Piccole donne” mi ha segnato così come avrebbero fatto in seguito “L’attimo fuggente” e il professor Keating, “L’acqua cheta” vista in un piccolo teatro di paese o “I girasoli” alla National Gallery di Londra. Perché in fondo siamo tutti il risultato delle piccole, grandi esperienze che accumuliamo nel corso della vita o almeno di quelle che ci hanno lasciato delle forti emozioni.

Quindi W “Piccole donne” perché mi ha trasmesso in poche pagine il valore della famiglia e della generosità.

W Louisa May, femminista e abolizionista nell’America dell’800.

W le sorelle March perché in ognuna di loro ciascuna di noi ha trovato qualcosa di sé.

W le passioni che, sebbene donne, proprio perché donne, hanno portato avanti con tenacia per tutta la vita. E che sia la scrittura o la musica o il disegno, non importa. Ognuna ha un sogno, una passione: coltiviamola!

W il Natale festeggiato con poche, semplici cose, tanto il vero significato di quel giorno non è nei regali.

W l’unico paio di guanti buoni rimasto, mentre l’altro è stato macchiato con la limonata: è l’occasione per dividerlo con la sorella, mentre la mano nuda sarà ben nascosta tra le pieghe del vestito.

W la coda di cavallo tagliata e venduta per ricavare soldi da spedire al babbo in guerra.

W Jo, la mia eroina, il mio alter ego letterario: aspirante scrittrice, futura insegnante, anche un po’ femminista che non guasta!

 google

Ago 9, 2016 - attualità    No Comments

Il trio delle campionesse

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Tre ragazze fanno sport e scelgono di tirare con l’arco. Tre ragazze si impegnano, sudano, faticano. Tre ragazze arrivano alle Olimpiadi, gareggiano davanti a milioni di persone, ricevono applausi, vivono un sogno. Perdono nella finalina per il terzo posto. Va beh, è un bel traguardo comunque.

Tre ragazze, fieramente vestite dei colori della nostra nazione, sfiorano l’impresa e alcuni nostri quotidiani che fanno? Non le definiscono campionesse, grandi atlete, come si meriterebbero, ma evidenziano un loro presunto difetto (?) fisico sul titolo di un articolo a lettere cubitali. Invece di valorizzare tutti gli anni della preparazione, le ore impiegate ad allenarsi, rinunciando alle uscite con gli amici, alla discoteca, si punta il dito sull’aspetto fisico. Che nello sport ma anche nella vita conta ben poco.

Siamo alle solite: la superficialità divampa, il bieco maschilismo pure. Non so chi abbia scritto il titolo incriminato, se sia uomo o donna; sicuramente la mamma degli idioti è sempre incinta e ne abbiamo avuto anche oggi una dimostrazione. Certo, sono arrivate le scuse del direttore, forse anche dell’autore del titolo, ma mi chiedo: rileggere prima di pubblicare, no???

Ps perché le nostre tre campionesse non rimangano nella memoria collettiva come le tre cicciottelle, è giusto ricordare i loro nomi: Guendalina Sartori, Lucilla Boari, Claudia Mandia, quarte a Rio 2016 nel tiro con l’arco.

Ago 5, 2016 - attualità    No Comments

Olimpiadi. Che la magia abbia inizio

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Non sono quella che si può considerare propriamente una sportiva. Nel corso della mia vita ho praticato vari sport, spesso influenzata dai cartoni trasmessi in TV: dopo aver vissuto dallo schermo le avventure di Mila, mi sono iscritta ai corsi di pallavolo; poi è stata la volta di Hillary…e allora ho sognato di diventare una ginnasta. E poi nuoto, sci, tennis…li ho provati un po’ tutti, sulla scia del proverbio “Impara l’arte e mettila da parte”.

E da parte li ho messi tutti per davvero, visto che in ogni disciplina sono arrivata ad un livello medio-basso, sanza infamia e sanza lode: non sono una campionessa in nulla, ma, se ho l’occasione, non disdegno una partitella sulla spiaggia o nel campetto dietro casa.

Ebbene, nonostante non sia entrata negli annali dello sport, ogni volta che ci sono gli Europei e i Mondiali di Calcio oppure le Olimpiadi, aspetto con trepidazione ogni gara. Tutte le volte che gioca la nazionale o che un atleta azzurro scende in pista/in pedana/sul campo, la sportiva che è ben nascosta in fondo a me magicamente riappare. Sogno, sudo, lotto con loro. E all’inno nazionale l’emozione sale alle stelle.

Tra poche ore saranno inaugurate le Olimpiadi di Rio e la magia inizierà. E tante Mila, Mimi’, Hillary, Jenny…mancate come me ricominceranno a sognare.

Ago 1, 2016 - attualità    No Comments

L’invasione dei Nerd

imageLa Mazzanta, piccolissimo paese sulla costa tirrenica. Sette famiglie di inverno, moltissime di più (anche se ogni anno le stesse e quasi tutte provenienti dalla zona Empoli-Montelupo) d’estate. È qui che da 38 anni trascorro i mesi di luglio e agosto, nella stessa casa, nello stesso stabilimento balneare.

Ebbene, quest’estate anche questo minuscolo puntino sulla carta geografica ha subito un’invasione di nerd mai vista prima.

Per andare da casa al bagno Tahiti, compio ogni giorno lo stesso tragitto, attraversando la strada principale e poi la pineta. Quest’anno già dai primi giorni avevo notato gruppi più folti di ragazzini sempre negli stessi punti: di fronte al bowling e davanti al ponte diroccato soprattutto. Tutti col capo basso, con gli occhi puntati sui cellulari, neanche stessero mandando messaggi alle loro fidanzatine. Poi ti distraevi un attimo e venivi quasi investita da altri bambinetti di corsa, sempre col cellulare, divenuto ormai un prolungamento dell’arto superiore. Una parola presa qua, una là ed è stato tutto chiaro: Pokemon Go, il gioco dell’estate, per me assurdo ma a quanto pare seguitissimo, ha bacato il cervello non solo dei ragazzetti che, magari giustamente, sono rimasti a casa e non sanno cosa fare, ma anche di quei fortunati che sono al mare e potrebbero passare il tempo tra bagni e corse in pedalò.

Così ho scoperto che al Bowling c’è una Palestra dei Pokemon (anche se non ho ancora ben capito che si allenino a fare) e che tra qua, Cecina e Castiglioncello, c’è una serie di Pokestop (una sorta di ritrovo per nerd alla ricerca di animaletti alieni colorati) per cui è quasi impossibile non incontrarne almeno una decina al giorno. E da quanto sembra, l’isteria collettiva non ha coinvolto solo bambini dai 6 ai 10 anni, ma anche ragazzi e adulti. Proprio ieri sera ero sul lungomare di Castiglioncello con un gruppo di amici. Un percorso molto romantico e suggestivo al chiaro di luna, tra scogli e mare. Il posto ideale, diciamocelo, per le giovani coppiette per sbaciucchiarsi lontane da occhi indiscreti.

E infatti era pieno di giovani. No, non pensate a abbracci, ricerca di privacy e tranquillità. Vedendo come smanettavano tutti coi loro cellulari e sentendo i commenti, chi era lì c’era solo perché quella zona è affollatissima di Pokemon. E avreste dovuto vedere come correvano per acchiapparne di più degli amici e salire di livello. Neanche avessero saputo che in quel momento stava passando Belen in bikini…

Lug 20, 2016 - attualità    No Comments

#iodonnaconglishorts ovvero “Della libertà di indossare quello che si vuole”

Quando mi va, metto i tacchi. Ma se vado a fare una passeggiata, preferisco le scarpe basse.

Quando ho voglia, indosso un abito. Oppure i jeans, se mi va.

Quando è caldo, scelgo gli shorts.

è quello che pensa (o dovrebbe pensare) ogni ragazza o donna che sia, la mattina, davanti all’armadio.

è quello che ha pensato la giovane e fino ad oggi per me sconosciuta (mi perdonerà!) Chloe Moretz: una bella ragazza bionda, attrice, fotografata accanto al fidanzato e accusata dalla rivista “Io donna” di non essere abbastanza magra per portare “con disinvoltura” i pantaloncini corti.

Mi imbatto nella foto e penso di aver letto male:

1- Chi ha scritto una cosa del genere, probabilmente non ci vede bene.

2 – Forse il caldo di questi giorni ha dato alla testa a più di una persona?

3 – Ma soprattutto: si deve mettere sotto accusa una ragazza perché secondo certi canoni (canoni di chi?) non ha il fisico adatto per indossare degli shorts? Sembra di sì, o almeno è quello che pensa una giornalista di “Io donna”, rivista che, a quanto pare dal titolo, dovrebbe essere “dalla parte” delle donne e non “contro”, ma che si è rivelata sostenitrice del maschilismo più bieco e portavoce di un’ottusità ottocentesca (con tutto il rispetto per le persone vissute nell’800!) che ormai dovrebbe essere superata.

E invece no. Perché non accade mai che si critichi un uomo per quello che indossi o per il suo fisico o per l’età che avanza. Nel bene o nel male, se ne sottolineano soltanto l’aspetto intellettuale, il lavoro. Di una donna no: sui giornali, ma anche nelle conversazioni di tutti i giorni, impietosamente il dito viene puntato sulla cellulite, il seno piccolo o troppo grosso, le rughe. Non solo da parte degli uomini ma anche, spesso e volentieri, dalle donne stesse contro altre donne.

A conferma che la solidarietà femminile ha ancora molti passi da fare.

Che nonostante il voto, i diritti in casa e sul lavoro, la libertà delle donne è ancora ostacolata da molti pregiudizi e stereotipi.

iodonna-shortsChe hai voglia ad avere un cervello, un cuore, cose interessanti da dire: per molti (per fortuna non per tutti) sarai un corpo da radiografare e criticare.

 

 

Lug 19, 2016 - attualità    No Comments

Quando la Storia esce dai libri

borsellino falconeQuando la Storia non la studi solo sui libri, ma la vivi in prima persona, te ne rendi conto all’istante. Un evento, una faccia, una frase e subito capisci che qualcosa è successo, che il mondo è cambiato, che vivrai sulla tua pelle quello che di positivo o negativo si porterà con sé. Fino ad ora mi è accaduto cinque-sei volte: la caduta del muro di Berlino, l’attacco alle Torri Gemelle sono due esempi…e potrei dire con esattezza dove ero e cosa stavo facendo nel momento in cui ne ho avuto notizia, nel momento in cui la Storia non era più quella dei libri.

Un’altra data è il 19 luglio 1992: la morte di Paolo Borsellino. Ero in Inghilterra in vacanza-studio, quando la trasmissione che stavamo vedendo nel salone del college fu interrotta per un’edizione speciale del Tg inglese. Non capii esattamente i commenti dei giornalisti, ma le immagini erano inequivocabili: la Mafia aveva colpito ancora, a poche settimane di distanza dalla morte del giudice Falcone. Rimanemmo tutti in silenzio, ingenui quattordicenni catapultati in una Storia più grande di loro.

Sono passati ventiquattro anni, il crimine organizzato c’è sempre, Eroi come Falcone e Borsellino continuano a combattere per l’ordine e la legalità, pagando spesso con la morte la loro sete di Giustizia.

Sono questi gli esempi da seguire, non chi fa i soldi facilmente, non chi sgambetta in tv. Bisognerebbe ricordarsene sempre.

“È bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.” (Paolo Borsellino)

Lug 15, 2016 - attualità    No Comments

#prayforus

Ho sempre pensato che gli unici pensieri delle vacanze estive dovessero essere quale crema solare utilizzare per non bruciarsi e quale paio di scarpe abbinare col vestito nuovo la sera.

Quest’anno, invece, una serie di tragedie ha fatto calare le nuvole sul sole della nostra spensieratezza vacanziera.

Prima l’incidente ferroviario in Puglia, ora l’attentato terroristico a Nizza.

Due tragedie, due modalità diverse, ma il comune denominatore è sempre l’uomo. Errore umano e pressappochismo di chi avrebbe dovuto controllare e gestire un tratto ferroviario da tanti definito “pericoloso”, nel primo caso. Follia omicida e volontà di creare un clima di terrore da parte di un ristretto (?) gruppo di persone, nel secondo.

I responsabili sono uomini, le vittime sono uomini. Ma anche donne e bambini. Chi era in vacanza, chi stava andando a lavorare, chi stava festeggiando. Dietro quei nomi che in questi giorni si stanno sommando nelle liste delle forze dell’ordine e degli ospedali, ci sono facce, storie, sorrisi spenti per sempre, speranze ormai vane.

E tanto dolore in chi resta.

Giu 2, 2016 - attualità    No Comments

2 giugno: la vera festa della donna

L’8 marzo è la festa della donna in ricordo di un evento tragico, ma la vera festa in Italia dovrebbe essere oggi: il 2 giugno del 1946 le donne hanno esercitato per la prima volta il diritto di voto, di partecipare alle scelte del proprio Paese. Ma nella vita di tutti i giorni, oggi, la donna ha veramente il diritto di SCEGLIERE o è tutto un DOVER FARE?

Ecco, per me oggi niente “Devo” ma solo “Voglio”: voglio rilassarmi, divertirmi, prendere il sole (non appena farà capolino da tutte queste nuvole), leggere un libro, passeggiare.

Tanto per il “Devo” ho tutto il tempo domani!

Mag 18, 2016 - Senza categoria    No Comments

I due elementi opposti della vita

Sono stata latitante per un po’, ma sono successe varie cose che mi hanno tenuta lontana dal blog.

Cose che sono proprie della vita di tutti. In particolare due, opposte tra loro, la morte e la vita, la sofferenza e la gioia, il dolore del distacco e l’entusiasmo della gioventù.

È morta mia nonna, l’ultima dei quattro, quella che ha cresciuto me e mia figlia. Sono passate settimane e ancora non me ne rendo conto. Mi viene in mente nelle piccole banali cose di ogni giorno: quando mi manca il pane all’ultimo minuto e mi bastava attraversare la strada per chiedergliene un po’, le lenzuola da stirare per cui si offriva sempre di aiutarmi, le uova fresche per mia figlia, che ormai non è più piccola ma “le fanno bono”. Nonna se ne è andata improvvisamente, mentre faceva quello che faceva da una vita: era con mia madre a sistemare i panni e a dare un’occhiata al figlio piccolo di mia sorella. La famiglia è sempre stata la cosa più importante per lei: i suoi nipoti e pronipoti erano i più buoni, i più bravi, i più intelligenti; stravedeva per noi e i nostri figli; amava le sue figlie e i loro mariti. Mi ha lasciato tanti ricordi felici: le vacanze al mare, le bracioline alla livornese, il vestito da sposa scelto insieme, il suo turno 9-12 e 15-19 per guardarmi Chiara quando dovevo studiare.

Ma, contraltare perfetto alla tristezza di questo periodo, mia figlia è diventata maggiorenne. La spensieratezza, l’eccitazione e l’allegria dei diciotto anni di Chiara ci hanno ricordato che la vita deve continuare e ci riserva ancora moltissime cose belle, incontri, progetti.

Ancora una volta il messaggio è arrivato da mia nonna. Già da qualche tempo aveva preparato una bustina col suo regalo per la bisnipote amatissima. “Diciotto anni sono importanti” aveva detto a mia zia “Bisogna fare un bel regalo a Chiara”. Quando Chiara lo ha ricevuto si è commossa, come tutti noi.

Chissà come sarebbe stata soddisfatta del vestito e dell’acconciatura di Chiara per la sua festa, lei che per i suoi nipoti non voleva mancasse uno spillo…

Ora sei in Cielo, nonna: veglia su di noi, come hai fatto sempre.

Mar 20, 2016 - casalinga disperata    No Comments

Pulizie di primavera (che non fanno per me)

La stagione dei fiori e delle rondini è ancora lontana, almeno meteorologicamente parlando, ma, approfittando di un momento di “pausa didattica”, mi sono dedicata alle odiatissime pulizie di primavera…che per me quest’anno vogliono dire soprattutto:

1. svuotare gli scatoloni che tengo in garage dal tempo del mio trasloco (ben tre anni fa!),

2. decidere cosa tenere e cosa buttare (scelta difficilissima per una come me che non getterebbe mai via nulla… perché ad ogni oggetto, ma anche solo ad ogni foglio di carta, vede legato un pezzettino della sua vita!!!)

3. fare posto nella mia libreria per ciò che deciderò di conservare (perché si tratta, già lo so!, soprattutto di libri, dispense, appunti dell’Università, quaderni miei e di mia figlia).

Pensavo di metterci poco, invece sono passati due giorni e ancora non ho finito.

Mio marito mi guarda con una certa aria di superiorità che non sopporto e mi dispensa consigli su come fare: semplice, butta via quello che non hai usato fino ad ora, che di certo non lo userai nei prossimi anni!

SEMPLICE???

Come posso buttar via gli appunti su cui ho sudato durante gli anni di Lettere Moderne? Si tratta di appunti di un corso monografico su argomento che mai e poi mai propinerò ai miei alunni? Non importa, perché anche quel corso, quell’argomento mi hanno fatto compagnia per un semestre della mia vita.

Come posso staccarmi dai miei diari del liceo? Quelli gonfi stragonfi, pieni di scritte colorate, bigliettini, lettere, foto, ritagli di giornale, a cui ho dovuto mettere un elastico per tenere insieme? Tra l’apertura di uno scatolone e un altro, ho anche trovato il tempo di leggerene qualcuno: un vero e proprio tuffo nel passato, tra cottarelle, interrogazioni, uscite in discoteca, litigi con le amiche…

Come posso gettare nella spazzatura la prima tutina di Chiara, il costume di Carnevale che indossava tutto l’anno, i lavoretti dell’asilo, i suoi quaderni con i pensierini?

No, le pulizie di primavera proprio non fanno per me!

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